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Ritiene possano esserci margini per tagliare tasse e tariffe? Se sì, in quale misura?



«Sino al 40%, Perugia è una delle città maggiormente tassata a livello nazionale. Per compensare si cambierà il sistema di riscossione, affinché sia gli amministratori del Comune che gli amici, i compagni e i partiti paghino le imposte da anni evase».

La sicurezza, anche quella percepita, è uno dei problemi più sentiti dai cittadini: coi mezzi che avrà a disposizione come sindaco, cosa intende concretamente fare?

«L’insicurezza è un problema sentito da tutti. Come primo atto nominerò un assessore alla sicurezza e alla legalità, perché c’è molto da fare su questo aspetto. In questi cinque anni di legislatura ho proposto delle iniziative che sono state condivise dal consiglio comunale ma disattese dall’esecutivo: è stata approvata una modifica regolamentare, ad oggi vigente, atta a contrastare l’accattonaggio molesto, i parcheggiatori abusivi, gli accompagnatori di carrelli, i lavavetri; passata anche la mia proposta di tenere aperto il posto fisso di polizia urbana h/24 in piazza del Bacio. Sicuramente bisogna far rispettare le regole a tutti, senza eccezioni. E proprio in virtù di ciò è necessario aumentare il numero di agenti attraverso una riconversione del personale esistente, istituire la figura del vigile di quartiere che dovrà essere presente anche nelle periferie, girare e perlustrare i quartieri, segnalare al comando anomalie e raccogliere segnalazioni dei cittadini e riorganizzare il piano commerciale, soprattutto per quanto riguarda i locali etnici stop a nuove licenze e magari prevedere una zona dedicata a loro».

Perugia è uno dei comuni più grandi d’Italia e spesso ci si concentra solo sul centro storico: cosa intende fare per le frazioni? Come aumentare il livello di partecipazione della cittadinanza?

«Attivare cinque Municipi che siano un punto di riferimento per i cittadini, garantire il servizio di trasporto pubblico sette giorni su sette, con almeno dieci corse al giorno. Più partecipazione, organizzando ogni mese un consiglio comunale in un municipio decentrato».

Le due Università sono tra i più importanti ‘motori’ cittadini: quali progetti porterebbe avanti insieme a loro come sindaco?  

«Il sindaco deve dialogare con i rettori delle due università e non essere parte passiva. Bisogna riproporre la cittadella universitaria, utilizzando immobili pubblici abbandonati, ad esempio i 140 appartamenti dell’ex immobile ‘Quattro stagioni’ di San Sisto. Pretendere l’attivazione di corsi di laurea innovativi che diano occupazione e proporre scambi e gemellaggi con paesi stranieri attraverso l’antica Università per stranieri».

Da pochi giorni è stato modificato l’assetto della Ztl, che permette a tutti di arrivare in piazza Italia 24 ore su 24: è un provvedimento che la convince? Lo modificherebbe?

«È da modificare, in quanto chi arriva in piazza Italia è costretto a tornare indietro per mancanza di parcheggi. Per rilanciare il centro storico servono ben altre cose».

Quali sono i suoi piani per il centro storico e per i suoi tanti spazi vuoti?

«Abbattimento del 50% dei tributi a tutte le attività commerciali e del 30% ai locatari che danno in affitto immobili a prezzo calmierato. Tasse zero a tutte le nuove attività per almeno tre anni. Il Turreno dovrà essere trasformato in una galleria con negozi, botteghe artigiane e scuole di arti e mestieri».

Quali sono i suoi piani concreti per la mobilità? Porterebbe avanti il progetto del Metrobus avviato dalla giunta? 

«Il metrobus è pura fantasia, non condivisibile. A Perugia ci vuole una vera politica dei trasporti: aumentando i chilometri e garantendo il servizio in tutte le periferie e tariffe agevolate agli invalidi. Taxi collettivi in tutto il territorio comunale ad un prezzo politico e navette gratuite da Pian di Massiano verso l’ospedale».

Come intende intervenire sul funzionamento della macchina burocratica comunale?

«Nominando subito un direttore generale di grande esperienza e non umbro, ridurre il numero dei dirigenti, non rinnovando le consulenze ai non dipendenti di ruolo, riorganizzare il cantiere comunale, ripristinare appunto i cinque Municipi e aumentare il numero della pianta organica della polizia urbana attraverso una riorganizzazione del personale. Riportare la riscossione a Palazzo dei Priori e gestire autonomamente la pubblicità».

Quali sono i provvedimenti concreti per rendere Perugia, nella sua interezza, uno spazio più ‘accogliente’ per le imprese e per aiutare il mondo del commercio?

«Attraverso un patto con le associazioni di categorie e i cittadini: “Pagare tutti, per pagare meno”, ecco il mio slogan. Abbattendo la tassazione per i non morosi del 30% e ai cittadini socialmente deboli ed il recupero crediti verrà assegnato direttamente agli uffici comunali. Per aiutare i commercianti che sono in difficoltà verrà attivato uno sportello di solidarietà che eroghi anche aiuti economici alle piccole e medio imprese».